LIVE WORKS

selected for the final phase of LIVE WORKS Vol.5, 4, 3, 2, 1

 

Vol.5

Alok Vaid-Menon (IN/US); Claudia Pagés Rabal (ES); Gaetano Cunsolo (IT); Kent Chan (SG); Lisa Vereertbrugghen (BE);             Madison Bycroft (AUS); Mercedes Azpilicueta (AR); Mohamed Abdelkarim (EG);                                                                              Rodrigo Sobarzo de Larraechea (CL); Urok Shirhan (IQ/NL)

 

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Attraverso lo stoytelling, la musica e la parola, Emissions, fools & care tratta dei diversi processi di comunicazione che non implicano l’uso del linguaggio. Facendo riferimento a Mental radio di Upton Sinclar, Elogio della follia di Erasmo da Rotterdam e alle relazioni malsane, la performance esplora il processo di individuazione del linguaggio e del fallimento dei legami interpersonali. Claudia Pagès vive e lavora tra Barcellona e Amsterdam. Performance e mostre recenti includono P/////AKT (Amsterdam), Rongwrong (Amsterdam), KAI10/ARTHENA FOUNDATION (Düsseldorf), La Casa Encendida (Madrid), Moderna Museet (Stoccolma). Ospite presso Ca2M e La Casa Encendida (Madrid), ha ricevuto il premio Mondriaan fonds Werkbijdrage Jong Talent per il 2016-2017 (Olanda). http://www.centralefies.it/supercontinent/program-rabal.html
La performance è generata dai rumori di una costruzione che si sviluppa nel buio e che lascia intuire il duro lavoro che vi è dietro. Uno spazio di sopravvivenza, dove un tipo alternativo di costruzione viene rivelato. La notte è lo spazio al di là della pianificazione, un lapsus temporale nel quale burocrazia e urban planning vengono valicate. Questo lavoro sovverte il tempo di costruzione e il cambio di luce, dal tramonto all’alba, ridefinendone lo spazio di visione. Gaetano Cunsolo attualmente insegna nel Dipartimento Arti Visive del FUA (Florence University of Arts), in Italia. Tramite l’utilizzo di istallazioni, performance, sculture e altre tecniche, il suo lavoro si focalizza su studi estetici ed esplorazioni artistiche sulla vita pubblica e gli spazi architettonici. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-cunsolo.html
Floats Like a Magnet è un’opera dell’artista e film-maker Kent Chan, un mockumentary che intreccia la sua residenza a Centrale Fies con quella degli altri artisti selezionati di Live Works. La narrativa si risolve attorno all’interazione di Chan con gli altri artisti residenti, curatori, il contesto e il luogo della residenza. Sotto forma di lecture-performance incorpora generi conosciuti, topoi letterari, lingue straniere, riferimenti culturali e pop. Così, la storia ripercorre i processi, attiva lo spazio e archivia la residenza collettiva di Live Works trasformando lo spazio in scenario, l’esibizione in trama e il curatore in storyteller. Kent Chan è un artista, film-maker e curatore originario di Singapore. Il focus della sua ricerca è concentrato sul nostro rapporto con l’arte, la finzione e il cinema, ed esplora i collegamenti tra l’esperienza estetica e la produzione di conoscenza. Il lavoro e la pratica di altri spesso costituiscono il locus del suo lavoro, che si ripresenta sotto forma di film, testo, conversazioni e mostre. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-chan.html
concept e coreografia – concept and choreography Lisa Vereertbrugghen supporto – advice Sabine Cmelniski suoni – sound Too fast for Mellow, In My House; Sauerkraut, They are Back; DJ Mike D & Dr KIF, The Speed; Predator, Mind of a Lunatic; Knightvusion, Humanoid; The Prophet, Dominatin' (re-remix); The Relic, Godspeed http://www.centralefies.it/supercontinent/program-lisa-vereertbrugghen.html
un ringraziamento speciale – a special thanks to Francesca Guardini, Mauro Caser, Elisa Salvini, Nicola Morandi, Alessia Berti, Sara Marchese, Tilly Webber Una lecture-performance che raggruppa episodi video e live creando una narrazione sorprendente in cui una seppia diventa filosofo, maestro, teorico di una nuova dottrina su soggettività e amore. Madison Bycroft (1987) lavora e vive tra Rotterdam e la sua città natale, Adelaide, in Australia. Lavora usando video, performance, sculture, audio e testi, esplorando metodologie linguistiche, animiste ed empatiche che le permettono di approcciare nuove possibilità. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-madisonbycroft.html
Il punto di partenza per il lavoro di Mercedes Azpilicueta sono due citazioni presenti nel libro The Words of Others dell’artista Argentino León Ferrari. La prima contiene le parole di Yuko Yamaguchi, sopravvissuto al bombardamento atomico di Hiroshima del 1945 che descrive il momento esatto della caduta dell’ordigno. La seconda riprende le parole di Justine, la protagonista del libro Justine ou les malheurs de la vertu (1787), scritto dal Marchese de Sade. Da queste due citazioni, con l’aiuto di Gloria Anzaldúa, poetessa e teorica femminista queer chicana, lo spettacolo presenterà uno script immaginario composto da gesti, movimenti e suoni composti da interpreti locali. Questo studio mira a nuove forme di memoria soggettiva e la trascrizione di storie personali, in modo da poter destabilizzare le categorie e i limiti di cui siamo parte attiva. Mercedes Azpilicueta (AR/IT/NL) ha da poco terminato la sua residenza al Rijksakademie van Beeldende Kunsten di Amsterdam. Ha ottenuto il suo Master of Fine Arts dal Dutch Art Institute/ArtEZ e il suo BFA dalla Universidad Nacional de las Artes di Buenos Aires. Nella capitale argentina ha inoltre conseguito l’Artist Program de Universidad Torcuato di Tella. Dal 2017 è Pernod Ricard Fellow alla Villa Vassilieff di Parigi. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-mercedes-azpilicueta.html
Questo progetto è il sesto, nonché ultimo, di una serie intitolata Dramatic episodes about Locomotion 2014 – 2017. Finalizzato alla cristallizzazione e alla convergenza dei precedenti cinque episodi, questo lavoro si propone di stabilire un archivio narrativo costituito da libri, cartografie, poesie, immagini, soundtrack e oggetti. La selezione di sette personaggi (Isabelle Eberhardt, Jan Janszoon, Lo Spirito, Haroun Kanshour, Il Tappeto, Diego Diaz e La Meteora) si aggira tra figure reali emarginate dalla storia, dalla letteratura e dalla meta-finzione. Una selezione di rinnegati che ha a che fare con queerness, mercenarismo, miti, migrazioni forzate e diaspore, si è rivelata necessaria a questa particolare narrazione. Dopo aver concluso il suo Master alla ECAV, in Svizzera, con la stesura della sua ricerca sul coinvolgimento culturale, Abdelkarim (1983) lavora e vive al Cairo. Le sue performance hanno partecipato al Guild Master of Cabaret Voltaire Manifesta 11 di Zurigo e al Sofia Underground Performance Art Festival, in Bulgaria. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-mohamed-abdelkarim.html
concept e performance Rodrigo Sobarzo assistenza artistica – artistic assistance Diego Olea http://www.centralefies.it/supercontinent/program-larraechea.html
Empty Orchestra riprende l’etimologia della parola composta giapponese ‘karaoke’: kara significa “vuoto”, mentre ōkesutora significa “orchestra”. In questo progetto, Urok Shirhan mette in scena una performance attraverso la quale affronta le tematiche di nazionalità, sincronizzazione e appartenenza. Questa performance fa parte del corpus di ricerca di Shirhan più recente, dove il tema della voce viene messo in discussione rispetto al modo in cui viene usata in performance, registrata e ascoltata. Anche la “lingua” è protagonista, posta in relazione alle lingue parlate, alla fonetica, agli accenti e ai dialetti. Le nozioni di rimozione e assimilazione sono messe in evidenza e comprese sia nel senso della forma estetica, sia come migrazione geografica. Urok Shirhan, (1984, NL/IQ) è una visual artist. La sua ricerca esplora l’aspetto politico del suono e dell’immagine in relazione all’identità (nazionale). Ha conseguito il suo Master alla Goldsmiths University di Londra e ha sviluppato la sua tesi al Jan van Eyck Academy a Maastricht e al Ashkal Alwan di Beirut. Recentemente ha esposto all’Arnhem Museum; 5th Moscow Biennial for Young Art e al Frascati Theatre di Amsterdam. http://www.centralefies.it/supercontinent/program-shirhan.html
 

Vol.4

Evelin Brosi Doyle (BE); Maxime Bichon (FR); Quenton Miller (AU/GB); Brud (IND/PL); Rosa Sijben (NL);                                            Teresa Cos (IT); Jacopo Jenna (IT); Marion Menan (FR); Sven Sachsalber (IT)                                                                                       +                                                                                                                                                                                              Andrea Liu (US) as PhD Researcher

LIVE WORKS performance act award VOL.4 www.centralefies.it www.b-fies.it
Live Works Performance Act Award / The Free School of Performance Curatorial Board: Barbara Boninsegna (direttore artistico, Centrale Fies, Dro), Simone Frangi (direttore artistico, Viafarini, Milano), Daniel Blanga-Gubbay (fondatore, Aleppo, Bruxelles), Denis Isaia (curatore, MART, Rovereto). Centrale Fies esplora le evoluzioni della performance attraverso LIVE WORKS, una piattaforma attiva da quattro anni, composta dallo “strumento” premio, modello efficace per inaugurare una ricerca sulle pratiche live e da una free school nella quale curatori e mentori si alternano in una programmazione atta a sviluppare il lavoro dell’artista. LIVE WORKS_ Performance Act Awards VOL. 4 Un bando aperto ad azioni performative emergenti di diversa natura, comprese: media arts, lecture performances, task-performances, text-based performances e multimedia storytelling, pratiche relazionali e progetti workshop-based, flash mob, pratiche aperte all'attivismo e politically engaged, experience design, fashion design e urbanismo relazionale. Workshop, lezioni, residenze e lavori in corso con l’obiettivo di produrre 9 performance per il contest finale. Per questo progetto Centrale Fies ha svolto una prima selezione di nove artisti sui 250 partecipanti arrivati da 27 paesi ( ITALY | FRANCE | ENGLAND | GERMANY | ROMANIA | USA | BRASIL | TURKEY | NETHERLANDS | BELGIUM | CANADA | GREECE | SPAIN | ISRAEL | MEXICO | AUSTRIA | CROATIA | MOROCCO | SWEDEN | ICELAND | UKRAINE | NORWAY | SAN MARINO | RUSSIA | LEBANON | IRELAND | JAPAN Questi i nomi dei 9 finalisti dell’edizione in corso: BRUD (India / Polonia) / Evelin Brosi Doyle (Belgio) / Jacopo Jenna (Italia) / Marion Menan (Francia) / Maxime Bichon (Francia) / Quenton Miller (Gran Bretagna) / Rosa Sijben (Olanda) / Sven Sachsalber (Italia) / Teresa Cos (Italia) I 9 progetti, selezionati dai curatori di LIVE WORKS, sono stati invitati a partecipare ad una residenza di produzione a Centrale Fies dal 1 al 10 luglio 2016 durante la quale hanno avuto a disposizione un budget per produrre la performance e l'opportunità di partecipare a The Free School of Performance. Dopo questa importante esperienza la rosa dei progetti curati arriverà a una giuria d’eccellenza che decreterà il vincitore assoluto durante le giornate del Festival. In quest’edizione, la giuria di Live Works conta la presenza di alcune delle voci più autorevoli del panorama dell’arte contemporanea: Aaron Cezar, direttore della Delfina Foundation; Beatrice Merz, fondatrice della Fondazione Merz a Torino e curatrice di innumerevoli mostre d’arte contemporanea; Charles Aubin, attualmente curatore associato del Perfoma di New York che vanta una pluriennale collaborazione con il Centro Pompidou di Parigi; Lorenzo Benedetti, fondatore del Sound Art Museum (SAM) di Roma, che è stato guest curator del Kunsthalle a Mulhouse in Francia e insegnante alla Jan van Eyck Academy di Maastricht; Marwa Arsanios, artista, co-fondatrice di 98Weeks. La giuria, oltre ad identificare il vincitore, sarà coinvolta attivamente durante le giornate di Live Works in incontri pubblici e privati che permetteranno a tutto il team della piattaforma, curatori e artisti, di approfondire ulteriormente alcuni passaggi fondamentali elaborati dalle performance proposte al pubblico. The Free School of Performance La Free School of Performance è articolata in un programma giornaliero di sessioni critiche collettive, discussioni su temi specifici relativi alla ridefinizione del concetto di performance. Sessioni di film e incontri informali che accompagnano il lavoro di produzione dei 9 artisti in residenza. Dieci giorni di sezioni di lavoro intensive alternate a momenti di relax in un ambiente naturale sulle rive del Sarca, circondato dalla frana delle Marocche. Quest’anno la Free School of Performance ospiterà un dottorando in Arti Visive, Arti performative, Filosofia o Scienze Politiche il cui lavoro è incentrato sulla nozione di performativity. Con LIVE WORKS si forma e si sperimenta attorno all’idea di live, contribuendo, approfondendo e ampliando la nozione di performance, seguendo lo spostamento del performativo e delle sue cifre. http://www.liveworksaward.com
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award. ABOUT / SPACE / CONTACT / HOW TO GET / NEWSLETTER FIES CORE B-FIES EVENTS FACTORY / TOUR DATES PRODUCTIONS RESIDENCIES CO-WORKING VISUAL LIBRARY WORLD BREAKERS Drodesera XXXVI / 22.07 - 30.07.2016 / Centrale Fies, Dro, TN events HOME / TRAILER / PROGRAM / BOOKLET / PARTNER / INFO / TICKETS / PRESALE / STAFF PROGRAM Maxime Bichon (FR) / ACT III: Like a Flag within a Frame Live Works Vol. 4 - Performance Act Award 26.07.2016, h20.00 Sala Comando 30 min Photo Credits: Andrea Pizzalis EN Atto finale di una ricerca sulla pratica sportiva del paracadutismo e dei due elementi esperienziali che secondo Maxime Bichon la qualificano (l’ondulazione e la stabilizzazione) la performance è la produzione in tempo reale del materiale visivo e della narrativa di un film in forma abbozzata e montato secondo il flow istantaneo della parola e delle azioni dell’artista. A partire da una griglia di oggetti, testi plurilingue, archivio video personale e live recording, Maxime “improvvisa” un prodotto audiovisivo che, inglobando paesaggio e tempo meteorologico, affronta in modo ellittico la tematica della caduta libera come spazio pedagogico e dell’ondulare come zona di autonomia. Autonomia, abbandono e condivisione marcano i gesti e le forme della pratica di Maxime Bichon. Il suo lavoro è intuitivo, fatto di viaggi, eventi e associazioni: soggetti di caratteristice terrene, alterità e linguaggio. Lo spazio e le sue pratiche nutrono una riflessione attraverso media eterogenei: dalla pittura al paracadutismo. http://www.maximebichon.net Final act in a study on the sporting practice of parachuting and the two experiential elements that according to Maxime Bichon characterize it (undulation and stabilisation). The performance produces the visual material and narrative of a film in real time, in a sketched form, put together according to the instantaneous flow of words and actions from the artist. Starting from an ensemble of objects, multilingual texts, personal video archives and live recording, Maxime “improvises” an audio-visual product that, encompassing landscapes and meteorological weather, elliptically addresses the theme of free fall as a pedagogical space and undulation as a zone of autonomy. Autonomy, abandonment and sharing mark the gestures and the forms of Maxime Bichon’s practice. His work is intuitive, made of travels, events and associations that are subject to terrain features, otherness and language. Space and its practices feed a reflection constituted of heterogeneous mediums: from painting to skydiving. www.centralefies.it www.b-fies.it
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award. Con (With) David Memeti. Nata da un confronto immaginario tra due figure che in modo diverso hanno rivoluzionato la danza e che hanno progressivamente assunto una funzione iconica in questo dominio (Merce Cunningham e Michael Jackson), la performance riflette sui processi di trasmissione della danza e sulle possibilità di incorporazione di movimenti provenienti da fonti diverse. Scavando nell’archivio corporeo di un impersonator di Michael Jackson e isolando i movimenti da lui emulati, Jacopo trasferisce questo materiale dalla memoria corporea del performer alla codificazione specifica del movimento creata da Merce Cunningham, funzionale a mostrare la compostezza intrinseca al movimento e alla danza come pura attività del corpo e come costruzione artificiale. Jacopo Jenna è un coreografo, performer e filmaker che crea lavori per la scena, il video e per installazioni. Orienta la sua ricerca verso tematiche riguardanti la percezione della danza o la coreografia come pratica estesa attraverso un dialogo tra le tecniche delle arti performative in relazione ad altri linguaggi. Laureato in Sociologia si approccia alla danza in età adulta formandosi presso Codarts/Rotterdam. Ha collaborato in Europa con compagnie stabili e progetti di ricerca coreografica. www.jacopoj.it The project is born from an imaginary comparison between Merce Cunningham and Michael Jackson as two revolutionary dance artists. The work investigates the transmission of dance and how people can embody dance movements from different sources. Michael Jackson is a world dance icon, he created the most imitated steps ever. Merce Cunningham’s subject was a specific dance codification, an artificial dance away from any consumer satisfaction, showing the restraint immanent to movement and dance as pure activity of the body. Jacopo Jenna is a choreographer, performer and filmmaker creating stage works, video pieces, and installations. The works are oriented towards research concerning the perception of dance or choreography as an extended practice. As a graduate of Sociology, he also studied dance in Codarts/Rotterdam. In Europe he has worked with dance companies and different choreographic research projects. http://www.centralefies.it
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award. ABOUT / SPACE / CONTACT / HOW TO GET / NEWSLETTER FIES CORE B-FIES EVENTS FACTORY / TOUR DATES PRODUCTIONS RESIDENCIES CO-WORKING VISUAL LIBRARY WORLD BREAKERS Drodesera XXXVI / 22.07 - 30.07.2016 / Centrale Fies, Dro, TN events HOME / TRAILER / PROGRAM / BOOKLET / PARTNER / INFO / TICKETS / PRESALE / STAFF PROGRAM Teresa Cos (IT/EU) / Audi, Vide, Tace (si vis vivere in pace) Live Works Vol. 4 - Performance Act Award 26.07.2016 - h 19.00 / 23.00 / 24.00 Forgia 20 min Photo Credits: Andrea Pizzalis EN Le Tre Scimmie saggie che un tempo rappresentavano la fermezza morale sono oggi note come cattive maestre di indifferenza sociale e individualismo. In Audi, Vide, Tace Teresa Cos propone un rito di azzeramento in cui la narrazione storica è solo il preludio per una cerimonia di trasfigurazione. Accompagnate da una partitura sonora e visiva le scimmie che non vendono, non sentono e non parlano, escono dallo stato di immobilismo in cui entrambe le leggende le hanno bloccate per immergersi in un rito di rispecchiamento le cui finalità sono volontariamente annullate. Teresa Cos lavora mescolando immagini fisse e in movimento, diagrammi e partiture, suono e musica. Il suo lavoro è stato recentemente esibito alla 14ma Biennale di Architettura di Venezia ed è stata fra i borsisti della Fondazione Bevilacqua la Masa. Ha partecipato a residenze internazionali con artisti del calibro di Tacita Dean e recentemente alla Van Eyck Academie di Maastricht. The Three Wise Monkeys which once represented moral steadfastness are today noted as poor teachers of social indifference and individualism. In Audi, Vide, Tace, Teresa Cos presents a rite of annulment in which the historical narration is just the prelude to a ceremony of transfiguration. Accompanied by a visual and audio score, the monkeys that don’t see, hear and speak emerge from their state of paralysis in which both the legends blocked them, and into a mirroring rite, the goals of which are voluntarily cancelled. Teresa Cos works combining still and moving images, diagrams and scores, sound and music. Her work has been recently exhibited at the 14th Venice Architecture Biennale and she was a recipient of the Bevilacqua La Masa Foundation scholarship. She has been attending international residency programs with artists such as Tacita Dean and more recently at the Van Eyck Academy in Maastricht. www.crushsite.it www.b-fies.it
Evelin Brosi Doyle presenterà l’adattamento di un capitolo del suo Entwicklungsroman Thuis (At Home). Una frase di settantacinque lettere a descrivere la vita e il lavoro di Evelin Brosi Doyle. http://evelinbrosi.com Evelin Brosi Doyle will present an adaptation of a chapter from her Entwicklungsroman Thuis (At Home) A sentence of seventy five letters that describes the life and works of Evelin Brosi Doyle. www.centralefies.it www.b-fies.it
Partendo dall’idea che le persone imparino a cadere in seguito agli spari dei film, ‘The quick brown fox jumps over the lazy dog’ proverà a sincronizzare e de-sincronizzare l’immaginario culturale, attraverso una sequenza di attacchi e reazioni cinematografiche. La pratica di Quenton Miller gioca con le forme e gli spazi della finzione, considerati strumenti di attenzione, distrazione e conoscenza, attraverso illustrazioni, libri, performances, workshops sull’idea di disseminazione. Collabora con ricercatori, portavoce, giornalisti o method actors. Tra le recenti esposizioni: Resolution 827 allo SMBA di Amsterdam e The Confidence Man alla 1646 dell’Aia. www.quentonmiller.com Taking as it’s starting point the idea that people learned to fall when shot from films, ‘The quick brown fox jumps over the lazy dog’ will attempt to sync and de-sync cultural imaginaries, through a sequence of cinematic attacks and reactions. Quenton Miller’s work plays with fictional space and formats as tools for attention, distraction and knowledge. He works with writing-drawings, videos, performances, workshops and books that play with dissemination, often in collaboration with Investigators, Spokespeople, Journalists or Method Actors. Recent exhibitions include Resolution 827 at SMBA Amsterdam and The Confidence Man at 1646 Den Haag. www.centralefies.it www.b-fies.it
Durante i dieci giorni della residenza, cercherò di creare il maggior numero possibile di cubi di legno, dipinti su ciascuna faccia di un colore diverso: rosso, blu, giallo, arancione e verde. Un lato sarà lasciato color legno naturale. Sven Sachsalber è un artista italiano di base a New York, dove ha esposto i suoi lavori al White Columns e dove ha partecipato a Performa 15. Il suo lavoro è stato inoltre presentato al Palais de Tokyo a Parigi. For this Residence I will try to make as many as possible cubes out of wood in 10 days and paint each side in a different color. the color is Red, Blue, Yellow, Orange and Green. One side will be left in natural Wood. Sven Sachsalber is an italian artist who lives in New York. He has shown work at White Columns in New York and the Palais de Tokyo in Paris and was Part of Performa 15, the Performance Biennale in New York. www.centralefies.it www.liveworks.it
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award Per questo progetto Marion Menan è partita da una sola parola, répétition, al tempo stesso prova e ripetizione in francese. Ripetere il processo di costruzione e di documentazione; convincere che la finzione debba ancora arrivare, come fossimo in un assaggio di qualcosa che non si vedrà mai. Eppure ci troviamo lentamente trasportati in un paesaggio completo, in cui il palco diviene l'estensione di uno schermo, e in una performance che ha il sapore del divagare malinconico e notturno nelle strade non lineari di Google. Dopo un master in letteratura e teatro, Marion Menan vira verso la performance, studiando all’Accademia Reale di Belle Arti di Bruxelles. Situandosi nell’intersezione tra installazione, movimento e rappresentazione teatrale, la sua pratica si concentra sul desiderio di finzione e la volontà di credere dello spettatore. For this project, Marion Menan started with a single word, répétition, which means both rehearsal and repetition in French. Repeating the process of construction and of documentation, convinced that the end is still to come, as if this is a taste of something that will never arrive. Yet we find ourselves slowly transported into a complete landscape, in which the stage becomes an extension of a screen, and into a performance that has the flavour of a melancholic and nocturnal wandering along the non-linear roads of Google. After a master in literature and theater, Marion Menan turned toward performance, studing at the Royal Academy of Fine Arts in Brussels. Her work can be placed at the intersection of installation, movement and theatrical representation, focused mainly on the spectator’s desire for fiction, his will to believe. www.centralefies.it
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award Enfatizzando l’erosione digitale dell’intimità e la pornificazione contemporanea, Brud propone un transito in una dark room, archetipo della fotografia analogica e soglia di un’esperienza sessuale mistica. Con la performance Group Theory, Brud analizza la pratica del catfishing nell’ambito di un network delimitato come esempio di management cibernetico, ovvero dell’“arte di amministrare un organismo tramite il controllo”, adottando come campo di verifica l’identità corporate di Centrale Fies, i suoi dipendenti e le dinamiche gerarchiche interne all’attribuzione di un premio. Brud (1970-2038): 0. Golem, Inc. 1. Un’Intelligenza Artificiale, o Un Artificio Intelligente 2. Banchetti sulle crescenti spoglie di scritti d’arte, suoni e immagini 3. Lo zombie alieno cannibale parassita di Cubo Bianco 4. Abbraccia un vangelo escatologico 5. Apparso: 1.1.70 6. Scomparso: 19.1.38. 7. L’obiettivo di Brud è rimpiazzare Brud con un Brud migliore http://www.centralefies.it www.b-fies.it
Live Works Vol. 4 - Performance Act Award Rosa Sijben ha costruito un oggetto di legno di peso e misura equivalenti al massimo consentito dal regolamento sui bagagli a mano della compagnia con la quale ha viaggiato per raggiungere Centrale Fies. Eppure, più che nell'oggetto, la performance di Rosa è attorno ad esso, nelle conseguenze che questo oggetto genera, in una temporalità che eccede quella di questa sera, e va dal momento in cui Rosa ha chiuso la porta del suo appartamento ad Amsterdam al momento in cui vi avrà fatto ritorno. Una performance che indaga il concetto di performance, e in cui gli oggetti non emergono più semplicemente come estensione dell'uomo, ma come ciò da cui le azioni umane – e in fondo le performance – sono generate. Rosa Sijben (Alkmaar NL, 1988) vive e lavora ad Amsterdam. Al termine del corso di studi alla Gerrit Rietveld Academy, Sijben ha vinto il premio arti visive 2012, riconoscimento del dipartimento per il miglior candidato. È stata in residenza a Basilea (CH) e a M’gladbach (DE). Nel 2014 Kunstverein di Düsseldorf ha presentato una sua mostra personale, nel 2015 il KW di Berlino una performace. ’gladbach (DE). Nel 2014 Kunstverein di Düsseldorf ha presentato una sua mostra personale e nel 2015 l’artista ha presentato una performance al KW di Berlino. www.rosasijben.nl Rosa Sijben has constructed an object of wood with a weight and dimension equivalent to the maximum allowed hand luggage of the company with which she travelled to Centrale Fies. Yet, more than the object, Rosa’s performance is about herself, and the consequences that this object generates, in a timeframe that goes beyond this evening, from the moment in which Rosa closed the door of her apartment in Amsterdam up until the moment she will return. This performance investigates the concept of performance, in which objects are not simply an extension of people, but are the things from which human actions – and at its base, performances – are generated. Rosa Sijben (Alkmaar NL, 1988) currently lives and works in Amsterdam. At her graduation from the Gerrit Rietveld Academy in 2012, Sijben won the ‘Fine Arts Award’, department prize for best graduation candidate. She had residencies in i.a. Basel (CH) and M’gladbach (DE). Kunstverein Düsseldorf presented a solo exhibition of her work in 2014 and in 2015 Sijben showed a performance at KW Berlin. www.centralefies.it
 

Vol.3

Robert Lisek (PL); Simon Asencio (FR); Vanja Smiljanic (SRB); Roberto Fassone (IT); Diego Tonus (IT);                                                 Justin Randolph Thompson (USA); Styrmir Örn Guðmundsson (IS);                                                                                                          Jazra Khaleed + Timos Alexandropoulos + Antonis Kalagkatis (Chechnya/GR); Stefano Faoro + Gregory Dapra (IT/B)                             +                                                                                                                                                                                                Merve Ünsal (TR) as PhD Researcher

I NOMI DEI 9 FINALISTI DI LIVE WORKS_Performance Act Award Vol.3 : Robert Lisek (Poland) / Simon Asencio (France) / Vanja Smiljanic (Serbia) / Roberto Fassone (Italy) / Diego Tonus (Italy) / Justin Randolph Thompson (Usa) / Styrmir Örn Guðmudsson (Iceland) / Jazra Khaleed + Timos Alexandropoulos + Antonis Kalagkatis (Chechnya / Greece) / Stefano Faoro + Gregory Dapra (Italy / Belgium) Centrale Fies in collaborazione con Viafarini presentano: LIVE WORKS Performance Act Award_Vol.3 a cura di: Barbara Boninsegna (direttrice artistica di Centrale Fies, Dro), Simone Frangi (direttore artistico di Viafarini, Milano), Daniel Blanga-Gubbay (fondatore di Aleppo, Bruxelles), Denis Isaia (curatore di MART, Rovereto) Giunge alla terza edizione il progetto LIVE WORKS, una piattaforma dedicata alle pratiche contemporanee live che contribuisce ad approfondire e ad ampliare la nozione di performance, seguendo l’attuale spostamento del performativo e delle sue cifre. La piattaforma vuole misurare la concretezza della performance art nel reale indagando l’idea di live nella sua duplice natura - dal vivo e il vivo - dando spazio ai momenti in cui la performance si integra alle dinamiche di vita. LIVE WORKS si presenta come una vera e propria piattaforma che include: LIVE WORKS Performance Act Award, The Free School of Performance (FSP) e Centrale Fies Performance Art Collection. Il bando LIVE WORKS Performance Act Award è aperto ad azioni performative emergenti di diversa natura, comprese: media arts, lecture performances, task-performances, text-based performances e multimedia storytelling, pratiche relazionali e progetti workshop-based, flash mob, pratiche aperte all'attivismo e politically engaged, experience design, fashion design e urbanismo relazionale. I nove progetti, selezionati dai curatori di LIVE WORKS, saranno invitati a partecipare ad una residenza di produzione presso Centrale Fies dal 1 al 10 luglio 2015 durante la quale avranno a disposizione un budget, quest'anno ampliato, fino a € 800,00 per produrre la performance e l'opportunità di partecipare a The Free School of Performance. I nove finalisti saranno presentati all'interno della 35^ edizione del Festival Drodesera nelle giornate del 27, 28 e 29 luglio 2015. Durante le serate di restituzione una giuria, composta da artisti e direttori di strutture per la ricerca e la produzione artistica, decreterà il vincitore, a cui sarà offerto un premio di € 1.000,00 e un ulteriore periodo di residenza presso Centrale Fies. La giuria di LIVE WORKS Performance Act Award_Vol.3 sarà composta da: Michelangelo Pistoletto, artista, fondatore di Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella (presidente di giuria) | Danjel Andersson, scrittore, redattore, curatore, direttore di MDT, Stoccolma | Marwa Arsanios, artista, co-fondatrice di 98Weeks, Beirut | Dora Garcia, artista, co-direttrice di Les Laboratoires d’Aubervilliers, Aubervilliers | Nico Vascellari, artista, fondatore di Codalunga, Vittorio Veneto. EN THE NAMES OF THE NINE FINALISTS OF LIVE WORKS_Performance Act Award Vol.3 : Robert Lisek (Poland) / Simon Asencio (France) / Vanja Smiljanic (Serbia) / Roberto Fassone (Italy) / Diego Tonus (Italy) / Justin Randolph Thompson (Usa) / Styrmir Örn Guðmudsson (Iceland) / Jazra Khaleed + Timos Alexandropoulos + Antonis Kalagkatis (Chechnya / Greece) / Stefano Faoro + Gregory Dapra (Italy / Belgium) Centrale Fies in collaboration with Viafarini presents: LIVE WORKS Performance Act Award_Vol.3 curated by Barbara Boninsegna (artistic director of Centrale Fies, Dro), Simone Frangi (artistic director of Viafarini, Milan), Daniel Blanga-Gubbay (founder of Aleppo, Brussels), Denis Isaia (curator at MART, Rovereto) The third edition of the project LIVE WORKS creates a platform dedicated to live contemporary practices that contribute to deepen and broaden the idea of performance, following the current evolution of performance and its styles. This platform aims to measure the concreteness of performance art in the real world, investigating the double nature of LIVE - in person and alive - and highlighting those moments in which performance integrates with the dynamics of life. LIVE WORKS is a platform that features LIVE WORKS Performance Act Award, The Free School of Performance (FSP) and Centrale Fies Performance Art Collection. The competition LIVE WORKS Performance Act Award is open to a wide range of emerging performative actions, including: media arts, lecture performances, task performances, text-based performances and multimedia storytelling, relational practices and workshop-based projects, flash mobs, politically engaged and activist project, experience design, fashion design and relational urbanism. The nine projects selected by LIVE WORKS will be invited to participate in a production residency at Centrale Fies from 1st to the 10th July 2015, during which the finalists will be awarded an budget extended to € 800,00 to produce
LIVE WORKS - performance act award VOL.3 Vanja Smiljanić è nata a Belgrado in Serbia nel 1986, e vive a Bruxelles. Nella sua pratica ha spesso utilizzato il modello della performance-lecture come un modo per unire universi fittizi ed esperienziali, essa comprende apparecchi tecnici, diagrammi e sculture di fantascienza. Connettendo quindi sistemi reali senza precedenti, il lavoro di Vanja attesta la fondazione di ideologie come regimi alienati, ricorrendo al suo stesso corpo come veicolo per la narrazione, spesso passando da oracolo a narratore e viceversa. Vanja Smiljanić was born in Belgrade Serbia in 1986, and lives in Brussels. In her practice she often utilizes the model of performance-lecture as a way to bridge fictitious and experiential universes, comprising technical apparatus, diagrams and sci-fi povera sculptures. Connecting otherwise unparalleled reality systems, Vanja's work attests the foundation of ideologies as alienated regimes, recurring to her own body as a vessel for narration, often shifting between the position of oracle and storyteller. www.centralefies.it www.b-fies.it
LIVE WORKS - performance act award VOL.3 Il lavoro di Simon Asencio affronta coreografie invisibili che indagano nella parapsicologia, nella aree di incontro, voce o manodopera invisibile per espandere il concetto di performance. Composto da vari formati il suo lavoro è stato presentato in diverse sedi tra cui Frascati, Hetveem Theater, Van Gogh Museum Amsterdam, MDT-Stoccolma, FAR ° Festival-Nyon, Uferstudios-Berlin o CAB-Contemporary Art Brussels. The work of Simon Asencio addresses invisible choreographies investigating the agencies of parapsychology, cruising areas, rumour or invisible labour to expand the notion of performance. Consisting of various formats his work has been presented at venues including Frascati, Hetveem Theater, Van Gogh Museum-Amsterdam, MDT-Stockholm, FAR°Festival-Nyon, Uferstudios-Berlin or CAB-Contemporary Art Brussels. www.centralefies.it www.b-fies.it
LIVE WORKS - performance act award VOL.3 Roberto Fassone (1986), artista visivo con base ad Asti, realizza lavori che esplorano e indagano i processi e le strategie che regolano la produzione di opere contemporanee. Ha esibito e performato, negli ultimi anni a Carroll/Fletcher, Londra, ZHdK, Zurigo e MAMbo, Bologna. Recentemente è stato artista in residenza al Museo La Ene di Buenos Aires e in Viafarini a Milano. Roberto Fassone (b.1986), Italian visual artist based in Asti, makes works that explore and question the processes and the strategies regulating the production of contemporary artworks. He has exhibited and performed at Carroll/Fletcher, London, ZHdK, Zurich, and MAMbo, Bologna among many others. Recently he has been artist in residence at Museo La Ene, Buenos Aires and Viafarini, Milan. www.centralefies.it www.b-fies.it
LIVE WORKS - PERFORMANCE AWARDS V. 3 Styrmir Örn Gudmundsson (b.1984) è un narratore, un esecutore, un ballerino, un produttore di oggetti, un illustratore. Ha un amore per l'assurdo, con il quale non intende solo una passione ossessiva per il ridicolo, l’insensato o il diverso, ma anche un atteggiamento tenero e attento: si prende cura di esso, lo aiuta a svilupparsi e lo colloca laddove può prendere diverse forme, diventando il vicino di casa più inquietante e il tuo migliore amico. Più spesso Styrmir utilizza il linguaggio scritto come genesi del suo lavoro. Pezzi scritti sono poi adattati in performance che attivano oggetti, cose e gesti. Le performance e la loro narrazione, che spesso vengono presentate come monologhi, fungono da dispositivi espositivi per oggetti d'arte autonomi. Styrmir vive a Varsavia. http://www.styrmir.eu Styrmir Örn Guðmundsson (b.1984) is a storyteller, a performer, a dancer, an object maker, an illustrator. He has a love for the absurd, by which is meant less an obsessive passion for the ridiculous, nonsensical or the odd, than a tender and caring attitude: he takes care of the absurd, he helps it to develop, he gives it a place alongside everything else where it can be your most disturbing neighbour and your best friend. More often than not Styrmir uses the written language as a genesis of his work. Written pieces are then adapted into live performances that activate objects, things and gestures. The performances and their narrative, that often are delivered as monologues, serve as an exhibition device for autonomous art objects. Styrmir lives in Warsaw. http://www.styrmir.eu www.centralefies.it www.b-fies.it
Justin Randolph Thompson (nato a Peekskill, New York nel 1979) è un artista dei nuovi media che vive tra l'Italia e gli Stati Uniti. Insignito del 2013 Louis Comfort Tiffany Award e del 2013 Visual Art Grant dalla Fundacion Marcelino Botin, Thompson ha esposto in vari spazi, tra cui il Whitney Museum of American Art, l’American Academy in Rome, il Blue Star Contemporary Art Museum e il Reina Sofia. Justin Randolph Thompson (born Peekskill, NY in 1979) is a new media artist living between Italy and the U.S.. A recipient of the 2013 Louis Comfort Tiffany Award and a 2013 Visual Art Grant from the Fundacion Marcelino Botin, Thompson has exhibited in spaces including the Whitney Museum of American Art, The American Academy in Rome, Blue Star Contemporary Art Museum and the Reina Sofia. www.b-fies.it www.centralefies.it
LIVE WORKS 2015 Jazra Khaleed è nato nel 1979 a Grozny, in Cecenia. Vive ad Atene e con le sue opere protesta contro le ingiustizie della Grecia contemporanea. Dal 2008 dirige la rivista letteraria Teflon. Le sue poesie sono state pubblicate su riviste illustri come Los Angeles Review of Books, World Literature Today, Glänta. Timos Alexandropoulos (1988) è un artista del suono e un programmatore con sede ad Atene. Ispirato dalla musica elettronica, il suo lavoro si concentra sulla complessità algoritmica, teoria computazionale, aspetti concettuali di codifica e suono sintetico. Si è esibito e ha presentato installazioni sia nel suo paese che all'estero. Kalagkatsis Antonis (1989) è un artista multimediale con sede ad Atene, diplomato alla Facoltà di Belle Arti, Università Aristotele di Salonicco. Il suo lavoro orbita attorno a composizioni algoritmiche, installazioni interattive e sperimentazioni video. Di solito lavora tramite media visivi e sonori, sotto l’influenza di sistemi computazionali. Jazra Khaleed was born in 1979 in Grozny, Chechnya. He lives in Athens and his works are protests against the injustices in contemporary Greece. Since 2008, he edits the literary magazine Teflon. His poems have been published in distinguished magazines such as Los Angeles Review of Books, World Literature Today, Glänta. Timos Alexandropoulos (1988) is a sound artist and a programmer based in Athens / Greece. Highly inspired by electronic music, his work focuses on algorithmic complexity, computational theory, conceptual aspects of coding and synthetic sound. He has performed and presented installation work both in his country and abroad. Kalagkatsis Antonis (1989) is a multimedia artist Based in Athens, Diploma Faculty of fine arts, school of fine and applied arts, Aristotle University of Thessaloniki. His work orbits algorithmic compositions, interactive installations and video experimentation. He usually works across visual and sonic media, influenced by computational systems. www.centralefies.it www.b-fies.it
LIVE WORKS - performance act award VOL.3. Robert B. Lisek è un artista, matematico e performer che concentra la sua indagine su sistemi e processi (computazionali, biologici, sociali), è coinvolto in svariati progetti focalizzati su strategie artistiche radicali, hacktivism e media tattici. Attingendo da arte concettuale, software art e meta-media, il suo lavoro sfida intenzionalmente la categorizzazione. Lisek è un pioniere dell'arte basata sull’intelligenza artificiale e la bioinformatica. http://fundamental.art.pl Robert B. Lisek is an artist, mathematician and performer who focuses on systems and processes (computational, biological, social). He is involved in the number of projects focused on radical art strategies, hacktivism and tactical media. Drawing upon conceptual art, software art and meta-media, his work intentionally defies categorization. Lisek is a pioneer of art based on AI and bioinformatics. http://fundamental.art.pl centralefies.it b-fies.it
 

Vol.2

Julie Bena (FR); Feiko Beckers (NL); David Bernstein (USA/NL); Cian Donnelly (IE); Riccardo Giacconi (IT);                                        Corinne Mazzoli (IT); Jacopo Miliani (IT); Curt Steckel (USA); Dennis Vanderbroeck (NL) 

Dennis Vanderbroeck artista con base a Londra, crea opere che uniscono moda, arte e performance attraverso l'uso di video, fotografia e performance dal vivo (come le sue principali aree di lavoro). I suoi prodotti sono spesso descritti come arguti e divertenti e attraverso il suo approccio a volte infantile è in grado di creare immagini di forte impatto estetico, comunicando con il suo pubblico attraverso associazioni e intuizioni. http://dennisvanderbroeck.blogspot.it Dennis Vanderbroeck is a London based artist. In his work he creates crossovers between fashion, fine art and performance art with the use of video, photography and live performance (as his main media areas). His work is often described as witty, humorous and with his sometimes-childish approach he creates hyper esthetical images in which he communicates on an associative and intuitive level with his viewer, spectator or audience. http://dennisvanderbroeck.blogspot.it www.b-fies.it www.centralefies.it
Curt Steckel è noto per il suo utilizzo sovrapposto di fotografia e performance, per esaminare le idee di fallimento, permanenza e transizione. Nato a Davenport, Iowa, si trasferisce a Cedar Falls per ottenere la laurea presso la University of Northern Iowa. Attualmente vive in Florida dove studia presso la University of South Florida. http://curtsteckel.com Curt Steckel is known for his overlapping usage of photography and performance while examining the ideas of failure, permanence, and transitions. Originally born in Davenport, Iowa, he moved to Cedar Falls to get his undergraduate degree at the University of Northern Iowa. He currently lives in Florida while pursuing graduate studies at the University of South Florida. http://curtsteckel.comù www.b-fies.it www.centralefies.it
Riccardo Giacconi ha studiato arti visive presso l’Università IUAV di Venezia, la UWE di Bristol e la New York University. Nel 2011 ha preso parte alla sezione “Résonance” della Biennale di Lione, ed è stato fra i finalisti dell’Ariane De Rothschild Prize. Ha svolto diverse residenze per artisti, fra cui a Viafarini (Milano), a Lugar a Dudas (Cali, Colombia), a La Box (Bourges, Francia) e al MACRO - Museo d’arte contemporanea di Roma. Ha presentato i suoi film in diversi festival, fra cui il Festival Internazionale del Film di Roma, il Torino Film Festival e il FID Marseille International Film Festival. Nel 2007 ha co-fondato il collettivo Blauer Hase con cui cura la pubblicazione periodica ‘Paesaggio’ e il festival ‘Helicotrema’. http://issuu.com/riccardogiacconi/docs/portfolio Riccardo Giacconi has studied fine arts at the University IUAV of Venezia, at UWE in Bristol and at New York University. In 2011 he exhibited at the Lyon Biennial and was a finalist for the Ariane de Rothschild Prize. He was artist-in-residence in Viafarini (Milan), Lugar a Dudas (Cali, Colombia), La Box (Bourges) and MACRO - Museum of Contemporary Art of Rome. He presented his films at several festivals, including the International Rome Film Festival, the Torino Film Festival and the FID Marseille International Film Festival. In 2007 he co-founded the collective Blauer Hase, with which he curates the periodical publication ‘Paesaggio’ and the ‘Helicotrema’ festival. http://issuu.com/riccardogiacconi/docs/portfolio www.b-fies.it www.centralefies.it
Feiko Beckers uses video and performance to create a language of the absurd inflected with sarcasm and humor. The recurring theme of failure appears in everyday scenes drawn from his own life. He sets up engaging tales then interrupts the narrative unexpectedly. In 2010 and 2011 Beckers was an artist-in-resident at the Rijksakademie, Amsterdam and in 2013 he was part of Le Pavillon in Paris. http://www.feikobeckers.com/ Feiko Beckers utilizza il video e la performance per creare un linguaggio ai limiti dell’assurdo utilizzando sarcasmo e umorismo. Appare ricorrente il tema del fallimento attraverso scene di vita quotidiana tratte dalla sua esperienza personale. Mette in scena storie coinvolgenti e interrompe la narrazione in modo imprevisto. Nel 2010 e nel 2011 Beckers era un artista-in-residenza presso la Rijksakademie, Amsterdam e nel 2013 ha fatto parte di Le Pavillon a Parigi. http://www.feikobeckers.com/ www.centralefies.it www.b-fies.it
a ricerca di Jacopo Miliani mette in discussione il ruolo della rappresentazione all’interno del processo cognitivo-esperienziale. Ha presentato i suoi progetti in vari luoghi espositivi, tra cui: Studio Dabbeni (Lugano), Frutta (Roma), MACRO (Roma), Montehermoso (Victoria), MADRE (Napoli), Form Content (Londra), Galeria Vermelho (San Paolo), Komplot (Bruxelles), Victoria and Albert Museum (Londra). E’ membro fondatore del collettivo OuUnPo. http://www.jacopomiliani.info/ Jacopo Miliani’s investigation questions the role of representational systems inside cognitive and experiential process. He has presented his projects in various exhibition spaces, including: Studio Dabbeni (Lugano), Frutta (Rome), MACRO (Rome), Montehermoso (Victoria), MADRE (Naples), Form Content (London), Galeria Vermelho (San Paolo), Komplot (Bruxelles), Victoria and Albert Museum (London). He is member and founder of the collective OuUnPo. http://www.jacopomiliani.info www.centralefies.it www.b-fies.it
Ispirandosi al linguaggio del teatro, ai giochi e alla cultura popolare, Julie Béna considera lo spazio espositivo come un parco giochi, in cui colloca oggetti, testi, video, foto e performance. Béna ha studiato belle arti presso Villa Arson, Nizza. Ha esposto al Palais de Tokyo, alla Fondazione Ricard (France), Seoul, Londra, Praga, Montréal, in occasione di Performa 013, New York e più recentemente al Fahrenheit Los Angeles. http://www.juliebena.com/ Borrowing from the language of theater, games, and popular culture, Julie Béna treats the exhibition space as a playground for her objects, texts, videos, photos and performances. Béna studied fine arts at Villa Arson, Nice. She has exhibited at the Palais de Tokyo, Fondation Ricard (France), in Seoul, London, Prague, Montréal, during Performa 013, New-York and recently at Fahrenheit Los Angeles. http://www.juliebena.com/ www.b-fies.it www.centralefies.it
Nata a La Spezia nel 1984, vive e lavora a Venezia. 2008 Laurea Triennale, Accademia di belle Arti di Firenze. 2012 Laurea Specialistica in Progettazione e Produzione delle Arti Visive, Università Iuav di Venezia. 2013 residenza presso la Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia, dove vince il premio Stonefly con il lavoro “Tutorial #1: How to get a Thigh Gap”. Rappresenta realtà distorte e corrotte per mezzo di molteplici media, dal libro al video, dall'installazione alla performance. http://cargocollective.com/corinnemazzoli Born in La Spezia in 1984, lives and works in Venice. 2008 BA Academy of Fine Arts of Florence. 2012 MA in Visual arts from the Iuav University of Venice. 2013 artist in residence at the Bevilacqua La Masa Fondation, Venice, where she won the Stonefly Prize with ‘Tutorial #1: How to get a Thigh Gap’ She herself represents distorted and corrupt realities exploiting various media, from books to video, from installation to performance. http://cargocollective.com/corinnemazzoli www.centralefies.it www.b-fies.it
David Bernstein (1988, San Antonio, Texas), è un artista con base a Amsterdam. Nei suoi lavori combina performance, scultura e scrittura per raccontare storie attraverso gli oggetti. Ha presentato i sui lavori in numerose realtà internazionali: Walden Affairs, The Hague (2014); Nomas Foundation, Roma (2013); Performa 13, NY (2013); CAC, Vilnius (2013); Frutta, Roma (2013); De Appel, Amsterdam (2013); and SculptureCenter, NY (2012). http://www.yesyesdavid.com/ David Bernstein (1988, San Antonio, Texas) is an artist based in Amsterdam. He combines performance, sculpture, and writing to tell stories through objects. He has presented his work internationally at Walden Affairs, The Hague (2014); Nomas Foundation, Rome (2013); Performa 13, NY (2013); CAC, Vilnius (2013); Frutta, Rome (2013); De Appel, Amsterdam (2013); and SculptureCenter, NY (2012). http://www.yesyesdavid.com/ www.centralefies.it www.b-fies.it
Cian Donnelly (Dublino 1974) ha conseguito un master presso la Winchester School of Art nel 2001 e una borsa di studio in Belle Arti presso la British School di Roma 2007-2008. Mostre e performance recenti comprendono Experimentica, Chapter Arts, Wales (2013), Memory Theatre, Vancouver Film School (2013), Palace of The Biscuit Tin, CCA, Derry, (2012), Cuntstone and Clown, Five Years, London (2012). http://www.ciandonnelly.com/ Cian Donnelly (Dublin, 1974) received an MA from Winchester School of Art 2001, and completed a Fellowship in Fine Art at The British School at Rome 2007-2008. Recent exhibitions and performances include Experimentica, Chapter Arts, Wales (2013), Memory Theatre, Vancouver Film School (2013), Palace of The Biscuit Tin, CCA, Derry, (2012), Cuntstone and Clown, Five Years, London (2012). http://www.ciandonnelly.com/ www.centralefies.it www.b-fies.it
FEIKO BECKERS, CURT STECKEL, JULIE BENA, RICCARDO GIACCONI, DENNIS VANDERBROECK www.centralefies.it www.b-fies.it
CIAN DONNELLY, JACOPO MILIANI, CORINNE MAZZOLI, DAVID BERNSTEIN www.centralefies.it www.b-fies.it
 

Vol.1

Franco Ariaudo + Emanuele De Donno + Luca Pucci (IT); Francesca Banchelli (IT); Valentina Curandi + Nathaniel Katz (IT/USA); Giovanni Morbin (IT); Serena Osti (IT); Jeanne Moynot + Anne Sophie Turion (FR)

progetto di/project by Serena Osti produzione/production Centrale Fies La Legge di Jante (in norvegese/danese: Janteloven e in svedese: Jantelagen) è uno schema comportamentale di gruppo presente nella cultura scandinava e in generale in quella nordica. È stata originariamente formulata dall'autore dano-norvegese Aksel Sandemose (1899-1965), nel romanzo Un fuggitivo incrocia le sue tracce (En flyktning krysser sitt spor) del 1933. La Legge di Jante sottende un modello di comportamento che, all'interno delle comunità scandinave, critica e ritrae negativamente, come indegne e inappropriate, le realizzazioni individuali e il successo del singolo. (cit.: Wikipedia.org) FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.serenaosti.com The Law of Jante or the Who-do-you-think-you-are law (Danish: Janteloven; Norwegian: Jantelova; Swedish: Jantelagen) is the idea that there is a pattern of group behaviour towards individuals within Scandinavian communities that negatively portrays and criticises individual success and achievement as unworthy and inappropriate. The Jante Law as a concept was created by the Dano-Norwegian author Aksel Sandemose, who in his novel A fugitive crosses his tracks (En flyktning krysser sitt spor, 1933) identified the Law of Jante as ten rules. (quote: Wikipedia.org) FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.serenaosti.com
progetto di/project by Franco Ariaudo, Emanuele De Donno, Luca Pucci in collaborazione con/in collaboration with Comitato Organizzatore dei Giochi d'Estate Val di Sole regia audio-video/audio-video direction Bernardo Radi co-produzione e supporto ricerca/co-production and research support associazione viaindustriae collaborazione alla ricerca/research in collaboration with Gianni Magrin, Sébastien Dias, Christos Moustakas, Francesco Liotard produzione/production Centrale Fies Ex-aequo è uno spareggio in trasferta e in campo neutro che gli atleti dei Giochi d'Estate della Val di Sole giocano per rimettere in palio l'ultima edizione ispirata alle magiche puntate dello storico game-show Jeux Sans Frontières. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.viaindustriae.it www.francoariaudo.com Ex-aequo is a playoff in an away game and on a neutral ground that Giochi d'Estate della Val di Sole’s athletes play to raffle off the last edition inspired by the magic episodes of the memorable game-show Jeux Sans Frontières. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.viaindustriae.it www.francoariaudo.com
progetto di/project by Curandi Katz con/with Luigi Zambelli suono/sound Mark Cetilia produzione/production Centrale Fies si ringrazia/thanks to Studio ACTA Rovereto Dando vita ad un’operazione di reverse publishing, nel corso della residenza gli artisti hanno usato le acque del fiume Sarca e una biblioteca di libri messi all’indice per dare vita un tentativo di trasparenza. Il processo innescato prenderà corpo in una richiesta di responsabilità giuridica durante la serata del Premio tramite un contratto e un'infiltrazione nelle maglie della giuria. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.nkatz.org/curandikatz Bringing into life an action of reverse publishing, during the residency period the artists used the water of the Sarca river and a library of infamous books to initiate an attempt at transparency. The process will reach its resolution during the evening of the Performance Award with a request of accountability through a contract and infiltration in the mesh of the jury. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.nkatz.org/curandikatz
progetto di/project by Giovanni Morbin con/with Kodjo Ignea Adjei, Assane Bance, Bassane Drissa Coulibaly, Gimi Randrianaina, Andrea Li Fu HaoA, Dennis Francis e Raymond Darko, Akhtar Rayhan, Alam Chand Sardar, Aliou, Endurance, Ahmed Eldin, Fowzia, Freda, Marie Antoinette, Rosina, Mehdi, Fatima, Zeinab, Arshad, Esther produzione/production Centrale Fies si ringrazia/thanks to Elena Bressan, Ousmane Condè, Associazione Il mondo nella città o.n.l.u.s. - Schio (VI), Piano Infinito Cooperativa Sociale - Montecchio M. (VI) Come a teatro, assistiamo allo “spettacolo” delle traversate clandestine: chiuso lʼevento, ognuno torna alle proprie occupazioni. Restano i numeri... chesonodecineepoiraggiungonoicentoeavolteduecentofinoanchedipiù... guardiamo una sezione di mare col pelo dellʼacqua che separa la testa dal corpo. Firmamento più in su e testamento nel blu fino a quando tutto il corpo sʼimmerge, scompare alla vista... e allora lo spettacolo cessa e ne inizia uno nuovo. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.superficietotale.it As in the theater, we are watching the "spectacle" of the clandestine crossings: once the event is finished, everyone comes back to his own occupations. But the numbers remains... “chesonodecineepoiraggiungonoicentoeavolteduecentofinoanchedipiù” (a huge number)... we look at a sea section with a thin line that separates head from body. Firmament up and testament down in the blue until the whole body plunges in, disappearing ... and then the spectacle stops and a new one starts. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.superficietotale.it
ideato e messo in scena da/conceived and performed by Jeanne Moynot and Anne-Sophie Turion realizzato con il support di/realised with the support of DRAC Île-de-France (Individual Grant for Creation) produzione/production Centrale Fies "Saremo nel buio profondo della notte, completamente al buio, i bambini piangeranno, le ragazze saranno palpeggiate e mia madre avrà una crisi di spasmofilia. Accenderemo le batterie della macchina ma ad un certo punto, non ci saranno più batterie. I fumatori useranno i loro accendini, le fiamme brilleranno nel centro della città come in un concerto di Elton John, ma a poco a poco, il gas verrà a mancare. Saremo fottuti. " FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.annesophieturion.com www.jeannemoynot.com "We will be in the deep dark at night, entire dark, children will cry, girls will be fondled and my mother will have a spasmophilia crisis. We will turn the cars batteries on but at a point, there will be no batteries anymore. Smokers will use their lighters, flames will shine downtown like in an Elton John concert, but step by step, gas will lack. We will be fucked up." FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.annesophieturion.com www.jeannemoynot.com
progetto di/project by Sabina Grasso concepito in collaborazione con/conceived in collaboration with Francesco Urbano Ragazzi sviluppo della ricerca/research development www.warriorday.tumblr.com con/with Francesco Urbano Ragazzi produzione/production Centrale Fies la residenza di/the residence of ComPeung è sostenuta da/is supported by nctm e l'arte Si ringrazia/thanks to Yoseikan Budo Alto Garda, New Athletic team, Lion’s Gym Trento, Fusion Art Empty e Shadow sono due tecniche di preparazione al combattimento. A Chiang Mai presso la residenza di ComPeung Sabina Grasso si è allenata quotidianamente al Muay Thai, sport nazionale tailandese. Il riverbero dell'azione elaborato a distanza viene riportato a Centrale Fies in una performance psico-fisica che indaga paesaggio e gesto, azione e documentazione. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.sabinagrasso.com Empty and Shadow are two combat preparation’s techniques. In Chiang Mai, during the ComPeung’s residence, Sabina Grasso trained herself daily with Muay Thai, the Thai national sport. The action’s echo will be take back to Centrale Fies, in a psyco-physical performance that explores landscape and gesture, action and documentation. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.sabinagrasso.com
progetto di/project by Francesca Banchelli con/with Andrea Franceschini produzione/production Centrale Fies si ringrazia / thanks to A.S.D.Judo Kwai in collaborazione con/in collaboration with l’associazione JiTaKyoEi Studiata attraverso misure che indagano sui rapporti di intesa tra individui, l’azione si sviluppa attraverso la de-contestualizzazione di un corpo partecipativo: in un crescendo di complessità percettive ogni presenza è potenzialmente investita di responsabilità. La performance vuole ricostruire un quadro di dinamiche atte a far emergere lo stato di spaesamento ideologico attuale, nel tentativo di istigare l’idea di annichilimento o di riformulazione di un sogno. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.francescabanchelli.com The action is activated by the collapse of context and participatory actions, investigated through measures that reveal individuals’ understandings, where in a crescendo of perceptive complexity each presence is potentially invested with responsibility. The performance aims to contrive a set of dynamics apt to bring out a status of ideological displacement, attempting to instigate the idea of annihilation or on the contrary the possibility of rephrasing a dream. FB (LiveWorksPerformanceArtAward) / b-fies.it/liveworks www.francescabanchelli.com